POL-200-TS, un dispositivo touch che semplifica la vita nei sistemi antincendio

Si chiama POL-200-TS il nuovo dispositivo touch portatile firmato Notifier Italia nato per la verifica, la programmazione e il test degli impianti di rivelazione incendi della stessa marca. Molto semplice e pratico per il suo utilizzo, con batterie che arrivano alle sei ore di durata, aiuta l’installatore nell’ottemperare alla nuova norma UNI 11224, quindi alle operazioni di sostituzione e pulizia dei rivelatori di fumo. Lo schermo è fatto in modo tale che possa essere toccato e utilizzato anche indossando guanti da lavoro. POL-200-TS può vedere tutti i dati legati a un dispositivo in modo da programmarne più facilmente la regolare manutenzione, avvisare l’installatore, permettere la creazione di report in Excel scaricabili.

POL-200-TS può infine mappare le apparecchiature dotate di protocollo Advanced che avviene attraverso l’utilizzo degli isolatori presenti nei dispositivi di campo, consentendo il controllo della tipologia di cablaggio del loop. Oltre che sul dispositivo, la mappatura può essere visualizzata anche sul tool per computer sul quale viene rappresentata la disposizione sequenziale degli elementi distinti per tipologia e collocati in una struttura ad albero.

Per maggiori informazioni puoi rivolgerti ai tecnici commerciali di Datacom alla mail info@datacomtecnologie.it. Puoi approfondire anche tramite un nostro precedente articolo, cliccando qui.

Nebbiogeni: arriva Nimbus. Piccolo, elegante ed efficace prodotto Sicep

Un nebbiogeno non ingombrante, esteticamente bello e soprattutto efficace. È Nimbus, il nuovo prodotto della Sicep di Certaldo recentemente introdotto sul mercato e distribuito da Datacom Tecnologie di Firenze.

Si tratta di un sistema antifurto di ultima generazione che previene furti, rapine ed atti vandalici. Attraverso la creazione di una densa nebbia all’interno del locale, Nimbus respinge l’intrusione dei ladri, impedendo loro la vista. Il prodotto, compatto ed essenziale, riesce ad avere un’estetica giusta adatta per ogni tipo di ambiente.

Oltre all’emissione di fumo è la sirena piezoelettrica integrata che, attivandosi automaticamente, aumenta l’effetto panico per i malintenzionati.

Queste alcune immagini del prodotto. Per maggiori informazioni puoi rivolgerti ai tecnici commerciali di Datacom alla mail info@datacomtecnologie.it.

UNI11224 e sistemi antincendio, corso di formazione il 5 febbraio alla Datacom

Datacom Tecnologie di Firenze organizza un incontro di formazione dal titolo: “UNI11224, 2019: controllo iniziale e manutenzione dei sistemi di rivelazione incendi”. Relatore sarà Dario Nolli, appartenente alla commissione tecnica UNI TC34 attiva nella scrittura e rilascio delle norme dei sistemi di rivelazione fumi.

La Norma UNI 11224, 2019 tiene conto delle nuove norme pubblicate come UNI 9795 dell’ottobre 2013, TR 11607 del novembre 2015, TR 11694 del novembre 2017 e UNI 11744 dell’aprile 2019. La 11224 del 2019 modifica soprattutto le prove ed i controlli da effettuare sulle apparecchiature acustiche ed ottiche, come pure quelle riguardanti i sistemi ASD. Al suo interno sono state inserite tutte le parti riguardanti i processi manutentivi descritti nei due TR.

Inoltre, relativamente alle segnalazioni acustiche e ottiche, è stata data importanza al controllo della omogeneità di suono e colore, in modo tale da non avere differenze che possano trarre in inganno gli occupanti in caso di segnalazione incendio. Relativamente ai sistemi ASD sono state date indicazioni su come effettuare i controlli sulla tubazione con consigli su come talvolta ovviare ai tratti di tubazioni posti in spazi non raggiungibili.

Queste e altre nozioni verranno impartite nel corso dell’incontro in programma mercoledì 5 febbraio 2020, dalle 9.30 alle 13.30, con ritrovo nella sede di Datacom Tecnologie di Firenze in via Arrigo Da Settimello 5. Per prenotazioni, registrati alla relativa pagina di Eventbrite a questo link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-norma-uni112242019-controllo-iniziale-manutenzione-rivelazione-incendio-88688765485?aff=ebdssbdestsearch. Informazioni anche via mail all’indirizzo info@datacomtecnologie.it.

Telecamere in azienda solo con accordi sindacali: lo dice la Cassazione

Sanzioni pesanti per il datore di lavoro che, pur ottenendo il consenso dei dipendenti, installa delle telecamere di videosorveglianza in azienda senza che ci sia un accordo sindacale. Lo dice la Corte di Cassazione tramite la sentenza 50919 del 17 dicembre 2019 che respinge il ricorso di un imprenditore il quale aveva fatto uso degli impianti di controllo a distanza con il bene placet dei dipendenti. L’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori, secondo la Suprema Corte, è quello che però che fa testo in questa situazione per cui, in assenza di specifica autorizzazione da parte dell’Ispettorato del lavoro o di un accordo sindacale, gli impianti sono fuori regola anche se i dipendenti hanno detto di sì.

«Il consenso o l’acquiescenza che il lavoratore potrebbe, in ipotesi, prestare o avere prestato, – scrive la Corte di Cassazione – non svolge alcuna funzione esimente, atteso che, in tal caso, l’interesse collettivo tutelato, quale bene di cui il lavoratore non può validamente disporre, resta fuori dalla teoria del consenso dell’avente diritto. Non è, nel caso descritto, la condotta del lavoratore riconducibile al paradigma generale dell’esercizio di un diritto, trattandosi della disposizione di una posizione soggettiva, a lui non spettante in termini di esclusività». Quindi, fate attenzione quando dovete mettere degli impianti a non incappare in questo tipo di errori.

Immagini a terzi e sul web: cosa dice il GDPR a riguardo?

Cosa dicono le nuove regole relativamente alla consegna a terzi di immagini di videosorveglianza, la diffusione di queste sul web e l’utilizzo delle tecnologie biometriche? Sono tutti aspetti sui cui andiamo a indagare in questo articolo di approfondimento legato al provvedimento numero 3 dell’European Data Protection Board (luglio 2019), basato sui nuovi principi del GDPR.

I primi due aspetti sono normati dall’articolo 4 comma 2: fondamentale è capire chi è il terzo a cui si cede il filmato. Se per esempio fare vedere le immagini a un avvocato può essere lecito, specialmente se devono essere messe in atto azioni di risarcimento, al contrario la diffusione sui social di filmati in cui si vede un ladro in azione non rientra nelle regole. Le basi normative sono l’articolo 6 del regolamento europeo (liceità della condotta), 45 e 46 (accordi internazionali legati alla trasmissione di dati extra UE o a organizzazioni esterne). Sempre giustificata invece la cessione alle forze dell’ordine o alla magistratura in quanto la collaborazione è un obbligo di legge che giustifica dunque l’atto. Questo anche quando si è in possesso di una telecamera che, nella sua azione, inquadra una scena utile ad altre indagini, anche non pertinenti al proprio ambito. Se la polizia giudiziaria chiede delle immagini, il titolare del trattamento non può opporsi alla consegna pena il sequestro. Disco verde anche alla spontanea consegna di immagini alle forze dell’ordine se queste inquadrano un crimine o un danno a un soggetto terzo, per esempio un passante.

Le immagini possono cogliere molti aspetti e per questo vale il principio di minimizzazione del trattamento. Significa che le telecamere non dovrebbero puntare su luoghi sensibili come chiese, sedi di partito o altro capace di dare informazioni di natura sanitaria, sessuale, politica o religiosa. Diverso è il caso, per esempio, della ripresa di un portatore di handicap di passaggio per la strada, la cui situazione è evidente. L’importante è ridurre al minimo questo tipo di elementi ambientali i quali non possono essere rimossi del tutto. Comunque, ciò che conta è anche la finalità di trattamento indicata sui cartelli dell’area videosorvegliata. Necessario anche trovare il punto di mezzo tra chi è inquadrato e il titolare del trattamento: in un’azienda la ripresa può essere utilizzata per scoprire eventuali furti ma non per vedere chi sono le persone che hanno aderito a un’assemblea sindacale, per esempio.

La biometria e il GDPR

Il principio base è il seguente: videosorveglianza e biometria insieme per i riconoscimento dei volti vanno utilizzati solo quando non ci sono alternative. Per l’accesso dei dipendenti al lavoro, per esempio, un marcatempo può essere sufficiente, diverso il procedimento legato al controllo dei varchi degli aeroporti. L’identificazione biometrica, secondo gli articoli 4.14 e 9 del GDPR, è composta da tre criteri: l’individuazione di una o più caratteristiche fisiche, psicologiche o comportamentali dell’interessato; un procedimento tecnico di rilevazione e trattamento di tali caratteristiche; l’elaborazione di un dato capace di far identificare una persona in maniera univoca.

Tornando all’esempio dell’aeroporto, il passeggero deve essere messo in condizione di non dover forzatamente utilizzare il varco biometrico ma avere alternative. Infine, il dato estratto dal sistema biometrico deve essere tale da avere i soli elementi essenziali alla finalità del trattamento. Il titolare del trattamento deve anche fare in modo che le informazioni raccolte e crittografate non possano finire in mani sbagliate.

Dal Comitato Europeo per la Protezione dei Dati arrivano alcune misure di sicurezza consigliate come vietare gli accessi esterni ai dati, associare un codice di integrità ai dati e attuare misure per il rilevamento delle frodi, dividere i database dei modelli biometrici e dei dati grezzi, compartimentare i dati durante la trasmissione e l’archiviazione e infine crittografarli seguendo una politica chiara, anche per la gestione delle chiavi. La divisione degli utenti in segmenti profilati non viene considerata come un’attività di identificazione biometrica.

Inim Cloud Fire: per una gestione dell’impianto rapida e a distanza

Il Cloud di Inim si espande. Così l’azienda di Monteprandone aumenta i propri servizi per quanto riguarda la sicurezza antincendio, dando vita a Inim Cloud Fire. Si tratta di una piattaforma online per il controllo totale dei sistemi antincendio Previdia, da remoto via mobile, in modo da avere un parco impianti sempre efficiente e a norma di legge.

Gli installatori o i manutentori possono supervisionare quanto installato in modo centralizzato e, grazie al registro manutenzioni, pianificare con precisione i propri interventi. I responsabili della sicurezza o i committenti sempre tramite cloud possono verificare in tempo reale lo stato dell’impianto in qualsiasi luogo e momento, così da affrontare ogni emergenza in modo tempestivo. Il registro impianto permette infine di salvare stampare i registro, firmare e chiudere ogni singolo evento nel rispetto della normativa vigente.

Per qualsiasi dettaglio vai a questo link sul sito Inim oppure contatta i tecnici commerciali di Datacom Tecnologie di Firenze all’indirizzo info@datacomtecnologie.it.

Per Datacom Tecnologie la garanzia del marchio “Assosicurezza”

Datacom Tecnologie di Firenze è lieta di annunciare il proprio ingresso all’interno di Assosicurezza, l’associazione nazionale che riunisce i costruttori e i distributori di sistemi di sicurezza. Nato nel 1995, da allora il sodalizio ha perseguito l’obiettivo di fare squadra tra i vari attori in gioco del settore, in modo da parlare con una voce unica a livello istituzionale, dare segnali al mercato in termini di qualità di prodotto, promuovere la formazione, avere coerenza nella conduzione degli affari e integrità assoluta nei confronti dei clienti, oltre ad condurre uno sviluppo dell’attività associativa con un orizzonte almeno europeo.

Nel corso degli anni Assosicurezza ha portato avanti numerosi risultati come un corso prima triennale e poi magistrale all’Università di Bologna, accordi con amministrazioni comunali, servizi alla comunità come la protezione di alcuni luoghi di culto dai vandalismi, come le chiese milanesi di San Cristoforo sul Naviglio e la basilica di Sant’Ambrogio, la donazione di attrezzature per laboratori scolastici e, infine, la messa in sicurezza a titolo gratuito del North Carolina Museum of Art.

Fare parte di questa squadra per Datacom significa avere un partner di riferimento importante, di confronto sulle varie problematiche e sulle innovazioni, anche a vantaggio del cliente stesso, che così trova nella nostra azienda ulteriore expertise e garanzia di avere risposte sempre pronte ed efficaci. Per contattare i nostri uffici, scrivi a info@datacomtecnologie.it. Per conoscore Assosicurezza: www.assosicurezza.it.

Harper, le centrali Inim di supervisione centralizzata dell’impianto di illuminazione

Dopo aver parlato delle lampade di emergenza Harper di Inim, stavolta approfondiamo il tema delle centrali di supervisione centralizzata dell’impianto di illuminazione della stessa linea. Per il settore emergenza la casa di Monteprandone presenta due modelli: la Harper Manager e la Harper Manager XL, entrambe modulabili e flessibili a seconda della tipologia di impianto. La centrale computerizzata raccoglie e memorizza tutte le informazioni provenienti dalle lampade e le supervisiona l’impianto di illuminazione di emergenza. Entrambe le centrali hanno la possibilità di eseguire test sull’autonomia e il funzionamento (in conformità alle norme CEI EN 50172 e UNI 11222), attivare o meno le funzioni di emergenza, regolare la luminosità, l’accensione e lo spegnimento incondizionato degli apparecchi permanenti. Ogni centrale ha un pannello touch di comando a cui si può accedere solo con password o chiave, in modo da renderlo accessibile ai soli addetti.

Le due centrali sono predisposte per ospitare un Web Server a bordo, così da poter connetterle con pc, tablet o smartphone. Il collegamento è possibile anche tramite USB o RS232. Hanno inoltre un registro eventi che memorizza tutti i risultati dei test, le emergenze, i guasti, e ogni azione legata all’impianto, anche questi accessibili da PC. Il sistema di supervisione centralizzata permette inoltre una perfetta e puntuale manutenzione dell’impianto come prescritto dalle normative per garantire la sicurezza degli edifici. Inoltre le lampade vengono contrssegnate da un codice seriale, così da localizzare con precisione e velocità gli eventuali guasti o malfunzionamenti.

Dettagli maggiori possono essere trovati alla pagina https://www.inim.biz/it/illuminazione-di-emergenza/supervisione? e contattando i nostri tecnici commerciali all’indirizzo info@datacomtecnologie.it.

Con Previdia-C-COM dai più prestazioni alla tua centrale Inim!

Il modulo opzionale per la gestione delle comunicazioni seriali PREVIDIA-C-COM è una importante novità tra i prodotti offerti da Inim nella gamma della rivelazione incendi. Questo articolo, una volta installato all’interno del cabinet delle centrali PREVIDIACOMPACT, fornisce due porte RS232 e due porte RS485 sulle quali collegare comunicatori remoti, utilizzando i protocolli di seguito.

Protocollo di comunicazione
Disponibile sulle porte RS232
Disponibile sulle porte RS485 
Descrizione
 ESPA444 
SI 
 NO
Protocollo per l’interfacciamento con centralini verso cercapersone, comunicatori remoti di terze parti 
 PASO
NO
SI (alcuni modelli richiedono entrambe le porte RS485) 
Protocollo per l’interfacciamento tra la centrale ed il sistema Voice EVAC
WEB WAY ONE 
SI 
NO
Protocollo per l’interfacciamento con i comunicatori remoti WEB-WAY-ONE
SMART-485-IN
NO
SI 
Protocollo di comunicazione con il modulo SMART-485-IN della Inim Electronics tramite il quale è possibile collegare i pannelli di interfaccia standard richiesti in alcuni paesi
LOG SU SERIALE -STAMPANTE ASCII 
SI
NO
Invia sulla porta gli eventi in tempo reale in formato ASCII (verso una stampante o dispositivi di ricezione) 
 LOG SU SERIALE- FORMATO SMART LOOP 
SI
NO
Invia sulla porta gli eventi in tempo reale nel formato usato dalle centrali serie SmartLoop

La novità fa seguito al recente aggiornamento del software Previdia 2.0.0.0. Con il modulo PREVIDIA-C-COM sarà possibile rendere la centrale Previdia adatta a piccole e medie installazioni e con prestazioni da top di gamma al pari dell’ammiraglia Previdia Max.

Per maggiori informazioni puoi chiedere ai tecnici commerciali della Datacom Tecnologie di Firenze all’indirizzo info@datacomtecnologie.it.

Promo Hikvision: passa al Turbo HD 4K a latenza zero

Resa nota la promo Hikvision in vigore per i mesi di dicembre 2019 e gennaio 2020. La casa produttrice cinese ti invita a provare tecnologia 4K nella massima definizione per l’analogico. In questi due mesi infatti pone alcuni articoli a prezzo speciale: si tratta di telecamere 4K con WDR 120dB, performance Ultra Low Light e Smart IR Exir 2.0, DVR con funzionalità VCA Smart capaci di gestire registrazioni fino a 8 Megapixel su tutti i canali e live view senza latenza.

Aggiorna i tuoi impianti con la tecnologia 4K a latenza zero Turbo HD! Per scoprire i prezzi della promozione, contatta Datacom Tecnologie di Firenze all’indirizzo info@datacomtecnologie.it oppure controlla la newsletter settimanale di Datacom, se sei iscritto al servizio.