Ajax, aggiornamento degli hub a OS Malevich 2.13

Ajax ha iniziato l’aggiornamento degli hub e dei ripetitori dei propri segnali a OS Malevich 2.13: si tratta di un sistema operativo in tempo reale che gestisce l’operatività delle unità centrali e dei ripetitori dei sistemi di sicurezza Ajax.

Il firmware introdurrà un canale di comunicazione aggiuntivo per ReX 2, amplificatore di portata del segnale radio con foto-verifica: Ethernet. Inoltre con l’aggiornamento verrà aggiunto un nuovo menu Privacy e il ruolo di responsabile della gestione della Privacy nelle Impostazioni dell’hub. L’aggiornamento prevede inoltre il supporto di nuovi dispositivi del sistema di sicurezza. Vi informeremo, non appena saranno disponibili.

Le nuove funzionalità saranno disponibili dopo l’aggiornamento del firmware e delle app Ajax. Tutti gli hub e i ripetitori del segnale riceveranno l’aggiornamento in 5 settimane. Gli aggiornamenti per le app per PC e smartphone saranno disponibili in una settimana.

Informazioni dettagliate sono disponibili cliccando qui. Per ogni necessità puoi contattare i tecnici commerciali di Datacom Tecnologie alla mail info@datacomtecnologie.it o il form specifico cliccando qui.

Daitem, webinar il 30 maggio sulla linea Lynx

La linea Lynx di Daitem sarà al centro di un webinar che Datacom Tecnologie, in collaborazione con la casa produttrice, ha organizzato per lunedì 30 maggio alle ore 14.

La nostra azienda, con questo evento formativo completamente gratuito, vuole offrire a tutti gli installatori propri clienti la possibilità di esplorare e comprendere le potenzialità dei prodotti Daitem, grazie al prezioso supporto dei tecnici specializzati dell’azienda. Nel corso dell’incontro saranno approfonditi i prodotti della linea Lynx, nata per inserirsi all’interno del sistema domotico dell’abitazione, oltre alle funzioni e all’utilizzo dell’App Lynx.

Per iscriversi è possibile cliccare qui e compilare il relativo Google Form. Per maggiori informazioni si può scrivere ai tecnici commerciali di Datacom Tecnologie tramite la pagina Contatti o la mail info@datacomtecnologie.it.

La locandina è scaricabile cliccando qui.

L’accesso motivato alle riprese di videosorveglianza è consentito: ecco perché

Uno dei temi che è particolarmente sentito in merito all’utilizzo della pubblica videosorveglianza è se le immagini riprese da uno degli impianti gestiti dal Comune e le rispettive polizie locali possano essere richieste dal cittadino qualora ne avesse bisogno. L’esempio più concreto è quello degli incidenti stradali: infatti se per esempio si subisce un tamponamento piuttosto che un danno dovuto a un’infrazione altrui, l’automobilista può logicamente pensare di poter accedere a questo tipo di servizio per meglio interfacciarsi con la compagnia assicurativa, per dimostrare il reale svolgimento dei fatti.

La Pubblica Amministrazione ha il limite per cui le immagini di videosorveglianza non possono essere conservate oltre i sette giorni dall’inizio della registrazione. Per cui arrivare tardi potrebbe voler dire non riuscire più a entrarne in possesso, salvo che le forze dell’ordine non si siano mosse a loro volta per effettuare i loro rilievi. In linea di principio, le riprese, pubbliche o private che siano, possono essere accessibili a chiunque abbia un giustificato motivo per farne uso. Il regolamento UE 679/2019, infatti, garantisce all’articolo 15 il diritto di accesso. È il titolare del trattamento dei dati personali dell’impianto a dover prodigarsi alla conservazione dei video dalla rimozione automatica prevista dalla legge e fornire alla persona interessata un riscontro che non superi i trenta giorni dalla richiesta, eccezion fatta per i casi di differimento del termine.

Non sussistono quindi ragioni di riservatezza particolare qualora le immagini siano focalizzate su luoghi pubblici o comunque scenari allargati quali per esempio possono essere gli spazi condominiali. Su questo la giurisprudenza si è espressa superando un’iniziale perplessità da parte del Garante per la protezione dei dati personali, il quale poneva una serie di restrizioni non solo sui tempi di conservazione delle riprese ma anche sull’accesso alle stesse. La legge 241/1990, all’articolo 24, precisa come il portatore di un interesse legittima debba avere accesso gli atti di una Pubblica Amministrazione. Quindi fa fede la normativa dello Stato e su questo argomento, vista la gerarchia, nessun regolamento comunale può andare a interferire con questo impianto normativo.

Datacom Tecnologie di Firenze, con il proprio team di esperti, può comunque essere di aiuto ai propri clienti per chiarire dubbi o perplessità di questo genere, scrivendo alla mail info@datacomtecnologie.it o tramite il form Contatti.

QTech: la soluzione volumetrica Inim per la sicurezza di ogni ambiente

Scopri con noi il range dei nuovi sensori QTech, marcati Inim: l’azienda di Monteprandone – leader del mondo della sicurezza – sonda un nuovo orizzonte con le tecnologie avanzate della serie di sensori QTech. Tante le caratteristiche per gli operatori del settore: analisi digitale accurata, programmazione agevole e immediata, performance elevate. Con QTech Inim propone una linea di sensori volumetrici in grado di rispondere alle diverse esigenze di sicurezza degli impianti antifurto all’interno di abitazioni, strutture commerciali o istituzionali.

Ma andiamo nel merito dell’offerta, che mette a disposizione i sensori cablati ma pure quelli che sfruttano le onde radio. I sensori di movimento da interno della linea QTech per sistemi di allarme si connotano per l’estrema precisione di rilevamento dell’intrusione e immunità ai falsi allarmi, attraverso l’uso combinato di tecnologia infrarosso e microonde.

L’analisi digitale particolarmente accurata e la programmazione agevole e immediata rendono i dispositivi di tipo QTech totalmente e perfettamente in grado di rispondere alle svariate esigenze di sicurezza degli impianti antifurto all’interno di case, spazi commerciali o istituzionali. Questi sensori possono essere collegati con l’impianto antifurto tramite connessione via cavo o via radio (questa la principale distinzione all’interno della gamma QTech), dando inoltre informazioni alla centrale antintrusione sullo stato del loro funzionamento.

Oltre ai sensori volumetrici, la linea QTech comprende anche sensori a tenda particolarmente validi per la protezione di varchi o punti di accesso, come finestre e porte. C’è anche una versione – detta Pet Immune – dove i rilevatori non vengono influenzati dal movimento di animali domestici fino a 25 kg di peso e 50 cm di altezza. Tutti i dispositivi della linea di cui stiamo parlando sono certificati al grado 2 o al grado 3.

Se vuoi avere info e spiegazioni ulteriori sui sensori QTech di Inim, Datacom è tua completa disposizione: devi semplicemente contattare per qualsiasi dubbio, integrazione o domanda i nostri tecnici commerciali di Firenze alla mail info@datacomtecnologie.it oppure tramite il form Contatti, cliccando qui.

Previdia Ultravox: l’integrazione completa della sicurezza di un edificio

Nuovo modello firmato Inim all’interno della gamma Previdia, col quale l’azienda aggiunge un nuovo dispositivo in un percorso che va avanti da anni per la gestione della sicurezza degli edifici a 360 gradi: si chiama, infatti, Previdia Ultravox, l’ultimo arrivato nella famiglia Inim.

Ultravox aggiunge, alle già sicure e consolidate tecnologie come rivelazione ed allarme incendio, rivelazione gas, gestione illuminazione di emergenza, gestione dei sistemi di spegnimento a gas, video verifica e video rivelazione tramite telecamere IP, visualizzazione degli eventi su mappe grafiche, anche la gestione di EVAC (sistemi di evacuazione vocale) e di Public Addressing (comunemente conosciuti come filodiffusione).

Tra le caratteristiche che Ultravox conserva – insieme ai modelli precedenti – c’è l’opportunità di essere connesso all’ Inim Cloud Fire, un servizio gratuito grazie al quale è possibile avere il controllo da remoto. Senza dimenticare che l’App Inim Fire consente di sfruttare tutte le potenzialità dei sistemi cloud (che siano Android o Apple) consentendo nella teoria e nella pratica di avere una supervisione immediata e una manutenzione guidata; e poi una diagnostica in tempo reale del sistema ed una gestione del registro di impianto e manutenzioni professionale. Sommando tutte queste skills, si ottiene un sistema che funziona, autorevole, innovativo e semplice da utilizzare e controllare anche senza essere sul posto.

Tutti i componenti e gli accessori della gamma Previdia rispondono alle indicazioni delle norme del settore e di conseguenza godono delle certificazioni dai più autorevoli enti del settore, potendo godere dell’esposizione di diversi marchi di qualità quali LPCB, IMQ, UL-EU, BOSEC e altri ancora.

Ma perché la nascita o lo sviluppo di Previdia Ultravox? Perché Inim è fermamente convinta che un sistema per la gestione della sicurezza possa veramente essere efficace ed efficiente solo può offrire la possibilità di integrare tutte le tecnologie che orbitano intorno ad un edificio, oltre alla (non secondaria) esigenza di mettere a disposizione mezzi adeguati per la gestione, l’esercizio e la manutenzione, così da conferire al sistema la dovuta credibilità.

Se vuoi avere info e spiegazioni ulteriori, Datacom è tua disposizione: contatta per ogni domanda i nostri tecnici commerciali di Firenze alla mail info@datacomtecnologie.it oppure tramite il form Contatti, cliccando qui

Hikvision per una maggiore sicurezza ha scelto la Banda K

Hikvision ha scelto di adottare la microonda in Banda K in tutti i sensori a doppia tecnologia, che siano essi filari o wireless, da interno o da esterno, e a tenda per porte e finestre. Con un’intera gamma in Banda K l’installatore può soddisfare diverse soluzioni installative, contando su un’elevata reattività e immediatezza nella rilevazione delle intrusioni, con il vantaggio di un’installazione facile e veloce che non prevede né la regolazione della portata né interventi per la compensazione della temperatura.

La rilevazione ottimale e la drastica riduzione dei falsi allarmi della Banda K portano nel mercato della sicurezza un nuovo standard ad alto contenuto prestazionale.

La differenza tra tipologie di banda

Tra le frequenze utilizzate nei rilevatori di movimento troviamo la Banda “S” a 2,4 GHz, la Banda “X” a 10 GHz e la Banda “K” a 24 GHz. Il diverso comportamento delle 3 frequenze deriva dalla loro lunghezza d’onda e dalla forma del lobo di copertura. Mentre le microonde in Banda S e in Banda X generano una copertura sensibilmente più lunga a forma di sigaro, la copertura della microonda in Banda K possiede una forma tondeggiante che meglio si adatta alla copertura del PIR e alle necessità di rilevazione.

Quando si interviene sulla regolazione della sensibilità della microonda per evitare falsi allarmi generati da movimenti esterni alla zona da proteggere (es. al di là del muro o di una finestra), le microonde in Banda S e in Banda X si riducono notevolmente sui lati lasciando delle zone scoperte e quindi delle mancate rilevazioni. La copertura della microonda in Banda K avendo una lunghezza d’onda inferiore, una bassa permeabilità nell’attraversamento dei corpi solidi e una coincidenza quasi perfetta con la copertura del PIR, necessita di regolazioni minime che comunque non influiscono sulla sua forma. La frequenza più alta della banda K rende la capacità di rilevazione più veloce e più precisa.

Per capire meglio

Abbiamo inserito qui sotto un webinar esplicativo di Hikvision per presentare i prodotti a Banda K. Cliccando qui è invece possibile scaricare la brochure con tutti i dettagli. Datacom Tecnologie di Firenze resta a disposizione per informazioni sui prodotti ed eventuali consulenze, tramite la mail info@datacomtecnologie.it o il Form Contatti.

Il “Sol & Prime Tour” di Inim fa tappa a Firenze il 13 maggio con Datacom!

Una mattinata dedicata alle novità Inim, pensata per gli installatori come momento di confronto, di informazione e di incontro. L’appuntamento con il “Sol & Prime Tour”, organizzato dalla casa di Monteprandone in collaborazione con Datacom Tecnologie, è in programma venerdì 13 maggio alla Italiana Hotels di viale Europa 205 a Firenze, con inizio alle 9.

Ci si iscrive sulla piattaforma Eventbrite, cliccando qui.

Programma

H. 9:00 Introduzione

Nuova versione “Prime 3.10”

Nuovi prodotti: stazione di alimentazione e sonda di temperatura

Domotica Inim

Nuova app utente “InimHome”

H. 11:00 Coffee Break

Assistente vocale “Marilyn”

Nuova “SOL 2.0”

Nuova app installatore “InimTech Security”

Nuovi prodotti: dispositivi wireless “MC200/S e UT100/S”, nuovi rilevatori “QTECH”, nuovi sensori da esterno.

H.13:00 Light Lunch

Per informazioni: info@datacomtecnologie.it.

Centrale Prime di Inim, rilasciato l’aggiornamento firmware 3.10

Inim ha rilasciato l’aggiornamento firmware 3.10 per la centrale Prime. Si tratta di una notizia importante per gli installatori di sicurezza, in quanto vede l’introduzione di nuove interessanti funzionalità di sistema insieme alla predisposizione per la gestione di nuovi prodotti che saranno rilasciati prossimamente (entro maggio 2022).

Nuove funzionalità della versione firmware 3.10 di Prime

Certificazione EN50131 grado 3

Ricordiamo che le centrali Prime, in tutti i modelli, e con tutte le periferiche di sistema, sono certificate al grado 3 delle norme EN50131 e al grado ATS6 della EN50136: il massimo grado come sistema di comunicazione allarmi.

Zona anemometro

La zona anemometro consente di misurare la velocità del vento e generare un allarme di zona al superamento di una soglia programmabile dall’installatore.

Orologio astronomico

Permette di avere un timer che si attiva/disattiva con l’alba e con il tramonto della località in cui è installata la centrale con una gestione di anticipo/ritardo delle attivazioni/disattivazioni.

Riduzione tempi di lettura/scrittura da rete mobile

Questo aggiornamento FW porta una riduzione del 30% dei tempi di lettura/scrittura della centrale mediante Nexus/3G/4G

APN automatico

Il sistema acquisisce in automatico gli APN dei principali operatori italiani

Programmazione centrale mediante access-point di PrimeWi-Fi

La centrale, attraverso la Prime/WiFi è ora in grado di fornire un access point attraverso il quale è possibile programmare la centrale stessa.

Gestione nuovi prodotti

Stazioni di alimentazione ISOPOWER

La centrale è ora in grado di gestire i nuovi prodotti della serie ISOPOWER. Il prodotto è particolarmente utile quando le dimensioni dell’impianto si fanno importanti o quando si voglia una gestione dall’alto profilo professionale delle alimentazioni di sistema.

Gestione sonda di temperatura Air2-SenseTH100/W: Prime è ora in grado di gestire una sonda di temperatura via radio associabile al controllo di temperatura di un cronotermostato di centrale.
L’estetica del prodotto è particolarmente curata per potersi inserire piacevolmente in contesti residenziali e commerciali.

Nuove funzionalità PrimeLAN: Sottolineiamo anche un importante aggiornamento della scheda PrimeLAN che ora rende disponibile un ampio parco di funzionalità per l’integrazione con sistemi di terze parti grazie allo scambio di “stringhe” HTTP/HTTPS. Tale funzionalità era già presente da tempo ma è stata ulteriormente potenziata ed è utile per realizzare integrazioni con BMS di terze parti ma è anche particolarmente utile per permettere al sistema Prime di gestire eventi provenienti da altri dispositivi IP con particolare riferimento alle telecamere di videoanalisi che così potranno impartire comandi, attivare azioni, generare allarmi sul sistema Prime.

Contatta per ogni domanda i tecnici commerciali di Datacom Tecnologie di Firenze alla mail info@datacomtecnologie.it oppure tramite il form Contatti, cliccando qui.

Inim Sol, molto più di una centrale antifurto!

Inim Sol è molto più di un hub! In questo breve articolo, Datacom Tecnologie ti spiega in sintesi tutte le funzioni e le tecnologie innovative che lo rendono un sistema di allarme via radio all’avanguardia.

Il collegamento wireless definisce l’elevata flessibilità e velocità di installazione della centrale e dei dispositivi connessi, mentre la progettazione all’avanguardia semplifica la programmazione e la gestione dell’impianto di allarme. Due le versioni della centrale: SOL/G con tastiera soft sense e SOL/S con led di segnalazione.

Con un raggio di copertura di ben quattro chilometri e mezzo, Sol supera ogni limite di installazione grazie alla sua elevata portata. L’integrazione di quattro terminali ingresso/uscita programmabili, 1 uscita relè e la predisposizione del collegamento BUS è possibile inoltre estendere ulteriormente le capacità del sistema di allarme.

Tantissimi i punti di forza di questo prodotto: canale di vendita protetto per l’installatore, tastiera soft-touch incorporata, gestione chiamate vocali da PSTN e GSM, lettore tag di prossimità incorporato e sirena di allarme incorporati, compatibilità con Google Home e Amazon Alex, fino a 5 aree dell’impianto parzializzabili, personalizzazione delle autorizzazioni e delle funzionalità per utente, sistema modulare, due livelli di programmazione nativi, pre-programmazione off-line e due App distinte per installatore e per utente.

Consulta il volantino riassuntivo disponibile qui sotto (o cliccando qui) e contatta per ogni domanda i tecnici commerciali di Datacom Tecnologie di Firenze alla mail info@datacomtecnologie.it oppure tramite il form Contatti, cliccando qui.

Quando si può definire un impianto di sicurezza “a regola d’arte”?

Uno dei temi che interessano gli installatori di sicurezza è quello della cosiddetta “regola d’arte”, ovvero quando un lavoro è fatto alla perfezione e non comporta quindi rischi per chi ci lavora e per chi usufruisce dell’opera. Tale locuzione però trova varie interpretazioni a livello normativo italiano, per questo motivo in questo articolo cerchiamo di capire quali sono le normative che indirizzano gli installatori verso questa direzione, anche per non incombere in rischi a livello giuridico qualora qualcosa – si spera sempre di no – andasse storto.

Partiamo da un presupposto: a livello normativo il settore sicurezza è caratterizzato da moltissime norme e disposizioni normative le quali rischiano talvolta di essere persino antitetiche se non in contrapposizione, relativamente alla responsabilità civile e penale. Un dato di fatto è come gli installatori di sicurezza di fatto vengano associati al settore degli impiantisti elettrici dove alcune parti sono spesso affini se non in comune. In tal senso, il perimetro normativo viene determinato dalle norme CEI/UNI, dal DM 37/08 e dalla Legge numero 186/68. Quando un installatore non rispetta i vincoli di contratto con il committente, la giustizia civile lo può interessare sia per il danno contrattuale che per quello extracontrattuale qualora la cosiddetta “regola d’arte” non venisse rispettata quindi senza prestare quella “diligenza tecnica” legata alle capacità del professionista e alle proprie cognizioni “tecnico-normative”. In caso di rispetto della discrezionalità tecnica oppure di un’imposizione di un’esigenza ritenuta dall’installatore non congrua al lavoro da svolgere, il professionista non deve rispondere del danno davanti a un giudice.

Per entrare nel quadro normativo e capire dove si posiziona la “regola d’arte”, bisogna prendere come riferimenti l’articolo 2224 del Codice Civile, nel quale “il prestatore d’opera è tenuto a procedere all’esecuzione dell’opera secondo le condizioni stabilite dal contratto e a regola d’arte”, oppure la Legge 186/1968 sulle “Disposizioni concernenti la produzione di materiali, apparecchiature, macchinari, installazioni e impianti elettrici ed elettronici”. Si legge, nel suo testo: “Articolo 1 – tutti i materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici devono essere realizzati e costruiti a regola d’arte; Articolo 2 – i materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici realizzati secondo le norme del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI) si considerano costruiti a regola d’arte”.

Ancora si può andare a leggere la Legge n° 46/1990 sulle “Norme per la sicurezza degli impianti”, sostituita dal DM n° 37/2008 “Regolamento sul riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici”. L’articolo 6 del decreto recita: “Le imprese realizzano gli impianti secondo la regola dell’arte, in conformità alla normativa vigente e sono responsabili della corretta esecuzione degli stessi. Gli impianti realizzati in conformità alla vigente normativa e alle norme dell’UNI, del CEI o di altri Enti di normalizzazione appartenenti agli Stati membri dell’Unione europea o che sono parti contraenti dell’accordo sullo spazio economico europeo, si considerano eseguiti secondo la regola dell’arte”.

Un quesito che ci si pone è: come si lavora a “regola d’arte” quando le norme tecniche (CEI/UNI, eccetera) non trovano applicazione? La domanda viene quando si va a leggere il Decreto Legislativo 81/2008 (il Testo Unico sulla “Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”), il quale all’articolo 81 recita: “comma 1 – tutti i materiali, i macchinari e le apparecchiature, nonché le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici devono essere progettati, realizzati e costruiti a regola d’arte; comma 2 – ferme restando le disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto, i materiali, i macchinari, le apparecchiature, le installazioni e gli impianti di cui al comma precedente, si considerano costruiti a regola d’arte se sono realizzati secondo le pertinenti norme tecniche”.

Una soluzione la può fornire la locuzione “Bonus pater familias” che troviamo talvolta nei contratti o comunque nei documenti aventi valore legale. La cosiddetta attenzione del buon padre di famiglia (vedi articolo 1176 del Codice Civile) prevede infatti una condotta che sia prudente, diligente e con un particolare grado di perizia, affinché non possa sussistere una colpa. Il problema è che diventa difficile, a oggi, avere strumenti per certificare che un lavoro sia fatto “a regola d’arte”. Una ciambella di salvataggio è offerta dalla conoscenza delle regole tecniche e giuridiche da seguire: se non altro avere un approccio alle normative di alta specializzazione permette di affrontare con maggiore serenità tutti i problemi facendo in modo che il livello di sicurezza venga garantito al massimo possibile. Ovviamente c’è sempre un però dettato dal tempo: quello che oggi è a norma non è detto domani lo sia. Agli installatori ovviamente non viene chiesto però di prevedere le scelte future dei legislatori o degli enti normativi come CEI e UNI, ma di rispettare quelle attuali.