Hikvision, scarica il nuovo listino PRO nella versione 1.02

Uscito in questi giorni il nuovo listino Pro Hikvision nei formati PDF ed Excel, in versione 1.02. 

Rispetto alla versione precedente, il formato Excel si arricchisce e aggiunge le Telecamere 4K della famiglia Easy IP 4.0 Acusense, disponibili sia nelle versioni Fix focal che Varifocal Motorizzate e negli chassis Bullet, Turret e Mini Dome. 

Il formato PDF, arricchito del capitolo Transmission & Display, aggiorna il prezzo di listino di alcuni prodotti allineandoli al formato Excel

Di seguito i link per scaricare i listini.

UNI11224: Dario Nolli presenta il corso in Datacom: “La formazione dei professionisti è fondamentale”

In vista dell’incontro che Datacom Tecnologie di Firenze ospiterà il 5 febbraio per parlare di UNI11224 – 2019, controllo iniziale e manutenzione dei sistemi di rivelazione incendi”, abbiamo chiesto al relatore Dario Nolli di fornire alcune anticipazioni sulla lezione che terrà agli installatori iscritti tramite il portale Eventbrite.

Nolli è un professionista molto stimato nel settore e conosciuto, appartenente alla commissione tecnica UNI TC34 attiva nella scrittura e rilascio delle norme dei sistemi di rivelazione fumi.

I manutentori di impianti di rivelazione automatica d’incendio – spiega Nolli – dovranno esporre agli utenti le nuove operazioni da effettuare sulle apparecchiature come previsto dalla nuova norma. L’obbligo della manutenzione e del mantenimento in efficienza delle apparecchiature è previsto dal D.Lgs 81/08, dal DM del 10/03/98, dal DM 37/08, dal DM del 20/12/12 e anche dal Codice Unico (DM del 18/10/19)”.

Poi il relatore si focalizza sull’importanza di questo evento. “La formazione del manutentore è fondamentale – conclude l’esperto – in quanto citata nella nuova Norma e soprattutto in vista della pubblicazione, probabilmente entro l’anno, di precise indicazioni su quali dovranno essere le conoscenze e abilità che stabiliscono la competenza del tecnico di impianti di rivelazione”.

Per partecipare al corso, clicca qui (i posti sono in esaurimento).

“Datacom videosorveglianza”, webinar in programma il 23 gennaio

Si tiene giovedì 23 gennaio dalle 14.45 alle 16.15 un webinar introduttivo su “Datacom videosorveglianza“, la piattaforma che permette di generare, senza la necessità di conoscere le complesse normative, tutta la documentazione necessaria affinché il tuo impianto di videosorveglianza sia in regola.

Per iscriversi e partecipare gratuitamente, occorre farlo da questo link:

https://register.gotowebinar.com/register/8524785633720264971

Se non conosci i vantaggi di “Datacom videosorveglianza” vai su http://www.datacomtecnologiegdpr.it/.

Detrazioni fiscali anche nel 2020 per la videosorveglianza: breve guida

Anche per il 2020 viene confermato a livello nazionale il bonus videosorveglianza che permette la detrazione del 50% sull’acquisto e l’installazione di questo tipo di sistemi di sicurezza. Rientra all’interno degli interventi agevolabili con il bonus ristrutturazioni.

In buona sostanza, chi fa lavori di installazione di tvcc entro il 31 dicembre di quest’anno può usufruire di questa agevolazione. Ai fini Irpef non possono essere detratti costi come accordi con società di vigilanza, mentre è ok per tutto ciò che riguarda lavori inerenti l’immobile.

Per ottenere la detrazione serve un pagamento tracciabile secondo i dettami dell’Agenzia delle Entrate, tramite bonifici ordinari o parlanti. Rientrano nel bonus gli interventi realizzati a partire dal primo gennaio 2019. La detrazione va ripartita in un totale di dieci quote annue tramite modello 730 o Modello Redditi. Il bonus, oltre che per la tvcc, interessa anche altri elementi come cancelli, grate, porte blindate, casseforti a muro e vetri antisfondamento. Le spese di perizia e di progettazione rientrano nel contesto delle detrazione come la messa in posa.

Per ottenere la detrazione, in dichiarazione dei redditi devono essere indicati i dati catastali dell’immobile e quelle legati alla ristrutturazione, inoltre deve essere inviata una raccomandata all’Asl di competenza con una comunicazione dei lavori.

Questi i documenti richiesti: ricevuta del bonifico, fatture o le ricevute fiscali; domanda di accatastamento, se l’immobile non è ancora censito; ricevute di pagamento IMU qualora dovuta; delibera dell’assemblea circa l’approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese, per gli interventi sulle parti condominiali o dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori del possessore dell’immobile, per gli interventi effettuati dal detentore dell’immobile; concessioni, autorizzazioni, eccetera qualora obbligatorie, altrimenti dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili.

Per ogni necessità, i tecnici commerciali di Datacom Tecnologie di Firenze sapranno darti ogni indicazione scrivendo una mail a info@datacomtecnologie.it, tenendo conto anche delle normative sulla privacy da rispettare, sfruttando il nuovo servizio Datacom Videosorveglianza.

A Firenze mille telecamere comunali, una ogni 380 abitanti

Firenze ha mille telecamere gestite dal Comune. I tre zeri sono stati raggiunti a fine 2019 con l’inaugurazione di un nuovo impianto in piazza Indipendenza. Una telecamera ogni 380 abitanti: “Siamo una delle città più controllate d’Italia – ha sottolineato il sindaco Nardella nella dichiarazione raccolta dal proprio ufficio stampa – mille occhi in giro per la città sono al servizio di tutti i cittadini e dei visitatori come strumenti di un migliore controllo del territorio, sia in fase di indagine che come deterrente”.

Il sistema fiorentino, tramite fibra ottica collega gli impianti a una centrale di supervisione, gestione ed archiviazione. Le immagini possono essere messe a disposizione di forze dell’ordine, vigili del fuoco, Asl e altri enti preposti.

Firenze sperimenterà presto un nuovo software per monitorare oggetti o movimenti sospetti senza riconoscimento facciale né violazione della privacy, così da poter garantire interventi più tempestivi in caso di situazioni anomale. L’obiettivo del Comune è utilizzarlo anche come elemento antiterrorismo. “Lo scorso agosto era stata inaugurata la telecamera numero 800 – ha aggiunto il primo cittadino – ora vogliamo arrivare nei prossimi mesi almeno a 1200 telecamere”.

POL-200-TS, un dispositivo touch che semplifica la vita nei sistemi antincendio

Si chiama POL-200-TS il nuovo dispositivo touch portatile firmato Notifier Italia nato per la verifica, la programmazione e il test degli impianti di rivelazione incendi della stessa marca. Molto semplice e pratico per il suo utilizzo, con batterie che arrivano alle sei ore di durata, aiuta l’installatore nell’ottemperare alla nuova norma UNI 11224, quindi alle operazioni di sostituzione e pulizia dei rivelatori di fumo. Lo schermo è fatto in modo tale che possa essere toccato e utilizzato anche indossando guanti da lavoro. POL-200-TS può vedere tutti i dati legati a un dispositivo in modo da programmarne più facilmente la regolare manutenzione, avvisare l’installatore, permettere la creazione di report in Excel scaricabili.

POL-200-TS può infine mappare le apparecchiature dotate di protocollo Advanced che avviene attraverso l’utilizzo degli isolatori presenti nei dispositivi di campo, consentendo il controllo della tipologia di cablaggio del loop. Oltre che sul dispositivo, la mappatura può essere visualizzata anche sul tool per computer sul quale viene rappresentata la disposizione sequenziale degli elementi distinti per tipologia e collocati in una struttura ad albero.

Per maggiori informazioni puoi rivolgerti ai tecnici commerciali di Datacom alla mail info@datacomtecnologie.it. Puoi approfondire anche tramite un nostro precedente articolo, cliccando qui.

Nebbiogeni: arriva Nimbus. Piccolo, elegante ed efficace prodotto Sicep

Un nebbiogeno non ingombrante, esteticamente bello e soprattutto efficace. È Nimbus, il nuovo prodotto della Sicep di Certaldo recentemente introdotto sul mercato e distribuito da Datacom Tecnologie di Firenze.

Si tratta di un sistema antifurto di ultima generazione che previene furti, rapine ed atti vandalici. Attraverso la creazione di una densa nebbia all’interno del locale, Nimbus respinge l’intrusione dei ladri, impedendo loro la vista. Il prodotto, compatto ed essenziale, riesce ad avere un’estetica giusta adatta per ogni tipo di ambiente.

Oltre all’emissione di fumo è la sirena piezoelettrica integrata che, attivandosi automaticamente, aumenta l’effetto panico per i malintenzionati.

Queste alcune immagini del prodotto. Per maggiori informazioni puoi rivolgerti ai tecnici commerciali di Datacom alla mail info@datacomtecnologie.it.

UNI11224 e sistemi antincendio, corso di formazione il 5 febbraio alla Datacom

Datacom Tecnologie di Firenze organizza un incontro di formazione dal titolo: “UNI11224, 2019: controllo iniziale e manutenzione dei sistemi di rivelazione incendi”. Relatore sarà Dario Nolli, appartenente alla commissione tecnica UNI TC34 attiva nella scrittura e rilascio delle norme dei sistemi di rivelazione fumi.

La Norma UNI 11224, 2019 tiene conto delle nuove norme pubblicate come UNI 9795 dell’ottobre 2013, TR 11607 del novembre 2015, TR 11694 del novembre 2017 e UNI 11744 dell’aprile 2019. La 11224 del 2019 modifica soprattutto le prove ed i controlli da effettuare sulle apparecchiature acustiche ed ottiche, come pure quelle riguardanti i sistemi ASD. Al suo interno sono state inserite tutte le parti riguardanti i processi manutentivi descritti nei due TR.

Inoltre, relativamente alle segnalazioni acustiche e ottiche, è stata data importanza al controllo della omogeneità di suono e colore, in modo tale da non avere differenze che possano trarre in inganno gli occupanti in caso di segnalazione incendio. Relativamente ai sistemi ASD sono state date indicazioni su come effettuare i controlli sulla tubazione con consigli su come talvolta ovviare ai tratti di tubazioni posti in spazi non raggiungibili.

Queste e altre nozioni verranno impartite nel corso dell’incontro in programma mercoledì 5 febbraio 2020, dalle 9.30 alle 13.30, con ritrovo nella sede di Datacom Tecnologie di Firenze in via Arrigo Da Settimello 5. Per prenotazioni, registrati alla relativa pagina di Eventbrite a questo link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-norma-uni112242019-controllo-iniziale-manutenzione-rivelazione-incendio-88688765485?aff=ebdssbdestsearch. Informazioni anche via mail all’indirizzo info@datacomtecnologie.it.

Telecamere in azienda solo con accordi sindacali: lo dice la Cassazione

Sanzioni pesanti per il datore di lavoro che, pur ottenendo il consenso dei dipendenti, installa delle telecamere di videosorveglianza in azienda senza che ci sia un accordo sindacale. Lo dice la Corte di Cassazione tramite la sentenza 50919 del 17 dicembre 2019 che respinge il ricorso di un imprenditore il quale aveva fatto uso degli impianti di controllo a distanza con il bene placet dei dipendenti. L’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori, secondo la Suprema Corte, è quello che però che fa testo in questa situazione per cui, in assenza di specifica autorizzazione da parte dell’Ispettorato del lavoro o di un accordo sindacale, gli impianti sono fuori regola anche se i dipendenti hanno detto di sì.

«Il consenso o l’acquiescenza che il lavoratore potrebbe, in ipotesi, prestare o avere prestato, – scrive la Corte di Cassazione – non svolge alcuna funzione esimente, atteso che, in tal caso, l’interesse collettivo tutelato, quale bene di cui il lavoratore non può validamente disporre, resta fuori dalla teoria del consenso dell’avente diritto. Non è, nel caso descritto, la condotta del lavoratore riconducibile al paradigma generale dell’esercizio di un diritto, trattandosi della disposizione di una posizione soggettiva, a lui non spettante in termini di esclusività». Quindi, fate attenzione quando dovete mettere degli impianti a non incappare in questo tipo di errori.

Immagini a terzi e sul web: cosa dice il GDPR a riguardo?

Cosa dicono le nuove regole relativamente alla consegna a terzi di immagini di videosorveglianza, la diffusione di queste sul web e l’utilizzo delle tecnologie biometriche? Sono tutti aspetti sui cui andiamo a indagare in questo articolo di approfondimento legato al provvedimento numero 3 dell’European Data Protection Board (luglio 2019), basato sui nuovi principi del GDPR.

I primi due aspetti sono normati dall’articolo 4 comma 2: fondamentale è capire chi è il terzo a cui si cede il filmato. Se per esempio fare vedere le immagini a un avvocato può essere lecito, specialmente se devono essere messe in atto azioni di risarcimento, al contrario la diffusione sui social di filmati in cui si vede un ladro in azione non rientra nelle regole. Le basi normative sono l’articolo 6 del regolamento europeo (liceità della condotta), 45 e 46 (accordi internazionali legati alla trasmissione di dati extra UE o a organizzazioni esterne). Sempre giustificata invece la cessione alle forze dell’ordine o alla magistratura in quanto la collaborazione è un obbligo di legge che giustifica dunque l’atto. Questo anche quando si è in possesso di una telecamera che, nella sua azione, inquadra una scena utile ad altre indagini, anche non pertinenti al proprio ambito. Se la polizia giudiziaria chiede delle immagini, il titolare del trattamento non può opporsi alla consegna pena il sequestro. Disco verde anche alla spontanea consegna di immagini alle forze dell’ordine se queste inquadrano un crimine o un danno a un soggetto terzo, per esempio un passante.

Le immagini possono cogliere molti aspetti e per questo vale il principio di minimizzazione del trattamento. Significa che le telecamere non dovrebbero puntare su luoghi sensibili come chiese, sedi di partito o altro capace di dare informazioni di natura sanitaria, sessuale, politica o religiosa. Diverso è il caso, per esempio, della ripresa di un portatore di handicap di passaggio per la strada, la cui situazione è evidente. L’importante è ridurre al minimo questo tipo di elementi ambientali i quali non possono essere rimossi del tutto. Comunque, ciò che conta è anche la finalità di trattamento indicata sui cartelli dell’area videosorvegliata. Necessario anche trovare il punto di mezzo tra chi è inquadrato e il titolare del trattamento: in un’azienda la ripresa può essere utilizzata per scoprire eventuali furti ma non per vedere chi sono le persone che hanno aderito a un’assemblea sindacale, per esempio.

La biometria e il GDPR

Il principio base è il seguente: videosorveglianza e biometria insieme per i riconoscimento dei volti vanno utilizzati solo quando non ci sono alternative. Per l’accesso dei dipendenti al lavoro, per esempio, un marcatempo può essere sufficiente, diverso il procedimento legato al controllo dei varchi degli aeroporti. L’identificazione biometrica, secondo gli articoli 4.14 e 9 del GDPR, è composta da tre criteri: l’individuazione di una o più caratteristiche fisiche, psicologiche o comportamentali dell’interessato; un procedimento tecnico di rilevazione e trattamento di tali caratteristiche; l’elaborazione di un dato capace di far identificare una persona in maniera univoca.

Tornando all’esempio dell’aeroporto, il passeggero deve essere messo in condizione di non dover forzatamente utilizzare il varco biometrico ma avere alternative. Infine, il dato estratto dal sistema biometrico deve essere tale da avere i soli elementi essenziali alla finalità del trattamento. Il titolare del trattamento deve anche fare in modo che le informazioni raccolte e crittografate non possano finire in mani sbagliate.

Dal Comitato Europeo per la Protezione dei Dati arrivano alcune misure di sicurezza consigliate come vietare gli accessi esterni ai dati, associare un codice di integrità ai dati e attuare misure per il rilevamento delle frodi, dividere i database dei modelli biometrici e dei dati grezzi, compartimentare i dati durante la trasmissione e l’archiviazione e infine crittografarli seguendo una politica chiara, anche per la gestione delle chiavi. La divisione degli utenti in segmenti profilati non viene considerata come un’attività di identificazione biometrica.